miércoles, 25 de noviembre de 2009

Sventato golpe in Honduras. La Verità secondo l'informazione italiana.

di M. Iglesias


Ecco finalmente emerge la verità sulla deposizione del presidente eletto Zelaya il 28 giugno 2009. Il golpe  "orchestrato dalla stampa internazionale" si rivela una "bufala". I giornalisti italiani in prima fila nello svelare la realtà storica degli eventi: l'ex presidente Zelaya lancia attacchi al governo "de facto" dal suo rifugio nell'ambasciata brasiliana a Tegucigalpa mentre la folla fuori lo vuole linciare; l'ambasciatore statunitense in Honduras ha un flirt omossessuale con il figlio di Zelaya e alimenta false informazioni.

A pochissimi giorni dalla chiamata al voto in Honduras, prevista per domenica 29 novembre, e nel momento più difficile per le cancellerie internazionali chiamate a riconoscere o non riconoscere queste come elezioni democratiche, dall'Italia, patria di origine del presidente golpista Roberto Micheletti, emergono notizie - in parte clamorose - che accendono una luce nuova e sinistra non sulla storia recentissima del Paese centroamericano che non corre pericolo di essere male interpretata vista la quantità di documenti e testimonianze, ma sull'esercizio del giornalismo in Italia.

Ma andiamo per ordine.
Che in Honduras la mattina del 28 giugno 2009, militari armati sequestrano il presidente eletto Manuel Zelaya e in pigiama lo caricano su un aereo e lo deportano all'estero, in Costa Rica, è riconosciuto anche dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che solo due giorni dopo esigono " l'immediata e incondizionata" restituzione del presidente illegalmente deposto. Non è, ovviamente, di questo parere, invece, il Ministro degli Esteri del Governo golpista, Carlos Lopez Contreras. Durante il suo tour europeo in cerca di consensi e aperture politiche, a Roma è stato intervistato dalla giornalista dell'emittente pubblica Rai, Radio3Mondo* che premette a questo ospite un breve riassunto dei fatti per spiegare la situazione attuale ai radioascoltatori:
"Brevemente: il Paese è in crisi da giugno, un presidente deposto, Zelaya, in esilio poi tornato in patria, un presidente "de facto", elezioni in vista, domenica si vota,  Micheletti si è autosospeso, in teoria ci doveva essere un governo di Unità Nazionale per portare a queste elezioni e poi alla soluzione della crisi e alla formazione di un nuovo governo ma le cose non sono proprio piane..non sono lisce... "
Per la chiarezza di chi ascolta, il Ministro precisa che:
"Adesso siamo stati, come lei conosce, in una situazione irregolare, dal punto di vista internazionale, vogliamo superare quella... Noi sappiamo che è una situazione ingiustificata nella quale il governo dell'Honduras si è visto, soggetto ad una situazione di isolamento... Ma non vogliamo vedere il passato, più importante è il futuro."
Ma la giornalista descrive meglio i due presidenti (riconoscendo a Zelaya l'opera di "attacco" al governo), e senza timore insinua, addirittura, che ci sarebbe stata una denuncia di attacco alla libera informazione:
"Micheletti intanto si è auto-sospeso nei giorni a ridosso della votazione, nel frattempo il presidente deposto Zelaya ha lanciato l'ennesimo attacco contro il governo "de facto" e dice non c'è più costituzione, non ci sono più i poteri costituiti nel nostro Paese e soprattutto il governo de facto continua a minacciare anche un libero svolgimento di una campagna elettorale anomala. C'è stata anche la denuncia di una chiusura di media che parlavano e informavano anche a favore di Zelaya. "

Il ministro, a questo punto, coglie al volo l'insinuazione:
"Si questo lo sappiamo fa parte di un'orchestrazione della stampa internazionale, ma noi affermiamo che non è vero! Quello che accaduto in Honduras è precisamente è un'attuazione difensiva della Costituzione del regime democratico del quale il signor Zelaya voleva commettere un colpo contro lo Stato e contro i poteri costituiti. Adesso abbiamo poteri costituiti anche se l'ambiente internazionale ci conoscono o ci qualificano come un governo de facto. E questo non è vero. Un governo de facto vuole rimanere al potere indefinitivamente con poteri assoluti, e proprio questo voleva il signor Zelaya. Contro questo l'istituzione democratica e giuridica dell'Honduras si sono ribellate e lo hanno deposto. Noi capiamo che lui vuole presentare l'Honduras come un Paese dove non ci sono le condizioni per celebrare delle elezioni generali, ma questo non dice niente! Se lei ricorda l'America Latina - incalza il ministro -  nei Paesi dove ci sono stati veri colpi di Stato da parte di militari e Governi repressivi, come Cile, Argentina, Brasile, Uruguay, Paraguay l'uscita è stata con delle elezioni fatte dai governi militari. Questa non è la situazione dell'Honduras, quindi dovrebbe avere un'apertura da un governo civile, un governo democratico che vuole sostenere e rinforzare e istituzioni democratiche."
Insomma finalmente il rappresentante di Micheletti può svelare che è tutta un "orchestrazione dei media internazionali", senza lo scandalo "d'ufficio" dell'intervistatrice,  e che il "signor Zelaya" ordisce degli inganni che avvelenano la democrazia.
La giornalista di RAI Radio3Mondo, non demorde e con tenacia vuole capire se da queste elezioni si saprà chi è il vero Presidente dell'Honduras.
"Voi cosa farete perché questa elezione sia un'elezione veramente democratica e finalmente stabilisca chi può essere eletto alla presidenza: se il presidente deposto Zelaya o il Presidente Micheletti?"
"Tutti e due nel tempo non importeranno più" chiarisce con disinvoltura il ministro "perchè con l'elezione ci sarà un nuovo capo di Stato che assume la Presidenza il 27 gennaio, quindi adesso parlare di chi è il legittimo presidente per uno o due mesi, non ha tanta importanza, quello che che ha importanza è il dopo domenica."

Ecco lo scoop giornalistico: dopo cinque mesi di golpe, parlare di "legittimi presidenti per uno o due mesi ancora non ha importanza", e il lieto annuncio è che finalmente dalla fine di gennaio 2010 tornerà la democrazia attualmente sospesa "de facto". L'intervista prosegue con le rassicurazioni, da parte di Carlos Lopez Contreras, che se bisognasse mantenere l'ordine e ricorrere alla forza per gestire la situazione difficile, ora la responsabilità non è certo dell'attuale governo, ma ricadrà interamente sul Tribunale Supremo Elettorale che amministra la polizia e le Forze Armate. L'intervista si conclude con un brano musicale forse scelto a proposito: Ave Maria (di Caetano Veloso, eseguita da Maria Bethania). Amen.

Bufale e relazioni gay pericolose.
A contraddire chi afferma che in Italia il caso Honduras è stato sottovalutato, o per lo meno accusa i media di un silenzio ingiustificato, c'è un periodico che addirittura con una "Esclusiva" svela ai lettori la storia mai detta sulla nazione centroamericana. Il periodico indipendente di cronaca, politica e cultura "Il Popolo d'Italia" (nome che riporta alla omonima testata fondata nel 1914 da Benito Mussolini), nel suo secondo numero - quello di Novembre 2009-, infatti pubblica in prima pagina che "Honduras: colpo di stato, tutta una bufala", e in evidenza sulla sua pagina web mostra una bella foto del quadrupede in questione (http://www.ilpopoloditalia.info). E la spiegazione è presto data:

"Circola ormai da giorni ma nessuno la vuole dare, che il Golpe in Honduras non è mai avvenuto, (fonti ufficiali tedesche) confermano che tutto è partito dall’ex Presidente Zelaya che volendo cambiare lui la costituzione non secondo le norme, ma secondo le sue voglie. I vertici Costituzionali scoperto che un aereo proveniente dal Venezuela aveva a bordo già migliaia di schede elettorali già con la preferenza apposta, sospesero dall’incarico il Presidente Zelaya”il vero golpista” Tutti i filmati delle rivolte non sono riconducibili al “Golpe” inesistente, nessuno a mai confermato tali filmati, anzi ci hanno comunicato tra l’altro che sono video di proteste che nulla avevano con il “falso golpe”.
A supporto ulteriore di queste tesi fino ad ora occultate, anche una raccolta iconografica che non lascerebbe dubbi sulla bontà dello scoop. In questa pagina di internet (http://www.ilpopoloditalia.info/articoli/ottobre2009/Esteri/HondurasAggGall.html) ci sarebbero inequivocabili testimonianze fotografiche che dimostrano, con la ausilio delle didascalie, la verità che nessuno vuole dire.  Cito testualmente:
"HONDURAS:prime foto dell' esercito che difende l'Ambasciata del Brasile dove è asserragliato ZELAYA. FUORI LA GENTE CHE LO VUOLE LINCIARE", "HONDURAS: la gente manifesta davnti all'Ambasciata del Brasile, non voglio Zelaya, PACIFICA la folla, solo un po' indispettita dalla Stampa straniera che ha montato il caso del colpo di stato."
In oltre in questo articolo a firma dello svizzero Michel Upmann un ulteriore scoop sarebbe la spiegazione degli incidenti per le strade della capitale Tegucigalpa:
"Alcune fonti diplomatiche ci confermano invece, che gli scontri riportati e visti dalle emittenti internazionali, non riguardano la situazione interna politica dell’Honduras, ma sono solamente espressione di disagio sociale dato da una condizione generale di povertà. Trattasi dei “MARAS”, un organizzazione che raggruppa elementi delinquenziali presenti nel paese."

Il nuovo periodico nazionale con sede a Bologna, non rinuncia a riportare una ulteriore esclusiva sull'Honduras, che potrebbe risultare imbarazzante e che vorrei riportare interamente, anche se è possibile leggerla on -line (http://www.ilpopoloditalia.info/articoli/ottobre2009/Esteri/HondurasAgg2.html), a firma questa volta del  direttore  e neo editore Rino Senatore.
"AMBASCIATORE USA IN HONDURAS HUGO LLORENS FA ARRABBIARE LA CLINTON.
LLORENS AMBASCIATORE AMERICANO DIFENDE ZELAYA SOLO PERCHE' ESISTE UNA RELAZIONE OMOSESSUALE CON IL FIGLIO DELL'EX PRESIDENTE.
Vorrei comprendere come si possa fare, come si può pensare a mantenere in vita una "FARSA" come quella di zelaya, anche da parte dell'Ambasciatore Americano Hugo LLorens, che da fonti indipendenti e sicure appare ormai certo che ci sia una relazione omosessuale tra il LLORENZ e il figlio del deposto ZELAYA, (ecco perchè invia relazioni finte alla Clinton). Questo mio articolo sarà tradotto in inglese e spagnolo ed inviato anche alla stampa americana e all Casa Bianca tramite i nostri canali (sicuramente certi).Ci aspettiamo che la Signora Clinton richiami immediatamente questo LLORENS che non è più in grado di gestire la situazione, facendo passare la Clinton e il Presidente Obama come dei comunisti."
L'autore ha trascritto questa notizia/appello anche in inglese e confida che l'amministrazione statunitense prenda provvedimenti.
Non è vero, insomma, che l'Honduras "non merita attenzione" sui media italiani, anzi come dimostrano le inchieste esclusive e le occasioni d'interviste i riflettori sono accesi sulla piccola nazione centroamericana. Ma è la qualità e non la quantità d'informazione che merita una discussione, aperta, leale e franca sulle capacità di offrire informazioni che tengano conto di fonti, documenti e testimonianze a supporto del fruitore di notizie e della capacità di analisi e critica individuale di ogni singolo lettore.

Forse in Italia, nel nostro mondo di giornalismo e informatori, crediamo ancora poco alla maturità della pubblica opinione, che deve essere "istruita alla verità" dei fatti, piuttosto che dare loro gli elementi della notizia e gli strumenti affinché si crei un opinione il più personale possibile. Ma è un discorso complesso e che va oltre le minute ed esili notizie di diritti umani e diritti democratici calpestati nel piccolo Paese dell'Honduras.




* (http://www.radio.rai.it/radio3/radiotremondo/archivio_2009/audio /mondo_pomeriggio2009_11_24.ram)

1 comentario:

storico dijo...

da una parte l'Honduras con un latifondista al potere, ma in Uruguay 'è Mujica rxs tupamaro pragmatico vicino a Lula

Le due facce dell'America latina: l'Honduras del latifondista Lobo e l'Uruguay del guerrigliero pragmatico Mujica

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