jueves, 30 de diciembre de 2010

Haiti: OEA destituisce diplomatico brasiliano

foto E. Larizza
I caschi blu dell'ONU trasformano gli haitiani in prigionieri nella loro isola
L’Organizzazione degli Stati Americani (OEA) ha destituito Ricardo Seitenfus, suo rappresentante in Haiti, dopo un’intervista in cui l’alto funcionario ha criticato il ruolo svolto dalla Missione di Stabilizzazione delle Nazioni Unite in Haiti (Minustah), presente nell’isola dal 2004 dopo il sequestro e l’esilio forzato del Presidente Jean Bertrand Aristide-


Seitenfus, nell’intervista al giornale svizzero Le Temp, del 20 dicembre scorso, ha detto che l’ONU –da cui dipende la forza militare della Minustah- ha imposto la presenza di truppe nonostante non vi sia in Haiti nessuna guerra civile. “La nazione centroamericana non e’ una minaccia internazionale. Non siamo in presenza di una guerra civile. Haiti non e’ l’Iraq ne’ l’Afganistan.
Tuttavia il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha imposto i caschi blu sin dal 2004, dopo l’uscita di scena del Presidente” ha affermato il diplomatico brasiliano. Seitenfus, cui scadeva il mandato nei prossimi mesi, ha detto che Haiti paga un alto prezzo per la sua estrema vicinanza agli Stati Uniti


Per il diplomático, Haiti é oggetto di un’attenzione costantemente negativa da parte del sistema internazionale: “L’ONU cerca di congelare la situazione e trasforma gli haitiani in prigionieri nel proprio Paese”. Nel corso dell’intervista, Seitenfus ha messo in chiaro che gli haitiani vengono castigati per aver dichiarato la loro indipendenza sin dal 1804: sarebbe un crimine di lesa maesta’.


“L’Occidente era allora un mondo colonialista, schiavista e razzista che basava la ricchezza sullo sfruttamento delle terre conquistate..il modelo rivoluzionario haitiano fa paura alle grandi potenze” ha detto. Seitenfus, oltre all’incarico che ricopriva nella OEA, era il rappresentante di questo organismo nella Commissione per la Ricostruzione (CIRH).



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