lunes, 2 de septiembre de 2013

Siria: Damasco, anticamera per Teheran o per Tel Aviv?

Ragazzi vietnamiti geneticamente modificati dalle bombe USA
L'avventurismo di Obama è fuori  luogo USA e vassalli d'Europa hanno un'egemonia relativa - Con le guerre ha prosperato l'industria militare, non la nazione nordamericana - Europa nemica del mondo non-industrializzato?

Tito Pulsinelli - Il governo degli Stati Uniti possiede le prove delle armi chimiche, fornite dalle sue molteplici agenzie di spionaggio ma -per ovvie ragioni di sicurezza- non saranno di dominio pubblico. Bisogna fidarsi dell'integrità morale dei funzionari della nazione prediletta in modo speciale da Dio (al pari della Germania fino al 1945, ed Israele a tuttoggi). Le pretese dei barbari delle lontane province dell'impero e le repentine riluttanze dei vassalli d'Europa non hanno nessuna ragion d'essere. Volgari appigli pretestuosi per cincischiare e
tirarsi indietro. Un presidente USA non ha bisogno di nessun vaglio, nè autorizzazione dell'ONU perchè è consustanziato con la purezza morale. E' l'etica fatta persona, sempre concretizzata nel "destino manifesto" del suo popolo, che si sacrifica per portare la luce nel mezzo delle tenebre.

Fino a giovedì scorso, questo era l'orizzonte mentale dentro il quale si muovevavo a Washington, con automatico eco di fondo della mascotte inglese, intrappolata nel nazionalismo razziale anglosax. Poi, il venerdì c'è una battuta d'arresto imprevista. Obbligati a passare per i parlamenti, e misurarsi con i rappresentati ancora eletti nel corso di elezioni. La Punizione decisa in segreto in sedi extra-istituzionali, è frenata. I "governi" occidentali devono fare i conti con l'opinione pubblica e i parlamenti nazionali. Gli apocalittici di Washington e le loro fallimentari  terapie belliche, sono rimasti con il cerino acceso. Stavolta anche le burocrazie nazionali dell'Europa vassalla che ha ceduto su tutto -finanza, economia, sovranità, mercati, egemonia culturale- si defila, dubita, si divincola.

L'avventurismo di Obama è fuori luogo, esterno al presente contesto storico: appare come l'atavico riflesso condizionato di dissotterrare l'ascia di fronte a qualsiasi problema, reale o immaginario. Eppure il decennio terribile in Afganistan, la reiterazione ostinata in Iraq, parlano di un insuccesso solare degli USA e della NATO, contro un paese agricolo e uno dissanguato da una lunga guerra  persa contro l'Iran. E' dificile assimilare che le uniche imprese belliche vinte dagli USA sono l'invasione dell'isola caraibica di Grenada e quella di Panama. Nonostante la NATO, tutte le altre sono state un fiasco, non hanno spostato equilibri decisivi, e in Yugoslavia si è trattato di un autogol europeo .

E' difficile, per gli imperi e i vassalli maggiori, assimilare che dispongono ormai di una egemonia relativa, non assoluta, non idonea per dettare le proprie condizioni in ogni luogo terracqueo. Con le guerre ha prosperato il complesso militar-industriale ma non hanno apportato benefici tangibili alla nazione e al popolo nordamericano.
 La globalizzazione ha spinto il polo occidentale a questo, e per sopravvivere va verso scenari di guerra multifocale all'esterno, e all'interno regimi a democrazia ridotta o governi di neoassolutismo dell'economia.

L'elite dell'euro è decisa a rinnovare il patto di sangue con "l'alleato", continuando a versare il 2% del PIL annuale alle casse della NATO, per dotarsi di armamento made in USA, e non disporre di nessuna difesa concreta e sovrana.
Il trionfalistici  proclami su di un Trattato Transatlantico nel giro di un anno, o il sogno ad occhi aperti degli Stati Uniti Occidentali, presentato come nuovo el dorado, testimoniano che sono disposti a seguire gli anglosax nell'assalto e depredazione alle materie strategiche del mondo non industrializzato. La fittizia o ammaestrata classe dirigente atlantista vive il miraggio di una fusione con un "alleato", proprio nella fase del suo declino e dell'approdo notorio all'egemonia relativa.

La Siria non è l'anticamera dell'Iran. A Teheran non nascondono che il lato positivo dell'aggressione a Damasco è che permetterà di arrivare a Tel Aviv. La Siria è una "linea rossa" che la Cina, Russia, Iran renderanno invalicabile. E' tempo che l'Europa ricordi che si è suicidata con le sue guerre di auto-sterminio -per la maggior gloria degli USA- e ricominci a scrutare ed agire anche verso il sud, l'oriente e soprattutto verso l'est della pensisola europea. L'Italia, dopo la spedizione catastrofica in Libia, è un corpo estraneo espulso dal Meditarreneo; è tempo che riprendi a tessere una trama con i Balcani e la riviera marina. Le declinanti condizioni materiali delle genti d'Europa impongono di non dilapidare risorse, vite e beni per i diktat dell'oligarchia di Washington. Il 1945 è alle spalle e l'Europa ha già dato.



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