sábado, 1 de enero de 2011

Dilma Rousseff alla guida del Brasile

Tito Pulsinelli
La figlia di un recente emigrante bulgaro é la prima donna a diventare Presidente del Brasile, in uno dei momenti piu' sublimi della sua storia. E' alle spalle la parentesi buia dell'inflazione galoppante e del debito pubblico da record, come pure i rimedi imposti dal FMI simili a medicine che peggioravano la malattia. Oggi, il Brasile che Lula consegna alla militante del PT ha annullato il debito estero. Ha ritmi sostenuti di crescita inferiori solo a quelli della Cina, e si consolida come quinta economia effettiva del mondo.

Dilma Rousseff ha ribadito che continuerá e consolidera' le politiche sociali applicate con successo per otto anni da Lula, che hanno permesso a 27 milioni di brasiliani di abbandonare la miseria e fare ingresso nel ciclo del consumo. S'e'consolidata una domanda interna da cui ha tratto forza l'industria nazionale. La Presidente ha confermato la continuita': senza crescita non sono possibili gli investimenti sociali del governo, ma ha pure messo in chiaro che non ci sara' crescita senza una coerente politica da parte dello Stato.
Diplomazia del Cacao Meravigliao



L'estensione del sistema previdenziale, dell'istruzione pubblica, con una maggiore attenzione alla sua qualita', si accompagneranno ad una riforma fiscale improntata a piu' trasparenza ed equita'. La coesione sociale e la ricerca del consenso continueranno ad essere i principi ispiratori indispensabili per rafforzare internamente il Brasile, e per aumentare il prestigio che Lula é riuscito ad assicurargli sul piano internazionale. Fino ad un innegabile protagonismo nella nuova realta' multipolare, global player, oltre che asse portante del nuovo blocco geo-economico sudamericano. Dilma Rousseff ha citato per ultimo il miglioramento delle relazioni con gli Stati Uniti ed Europa, significativamente dopo l'integrazione dell'Unione Sudamerica, le relazioni con l'oriente, l'Africa e l'area mediorentale.

Il Brasile post Lula e' diventato anche un gigante mondiale nella produzione di alimenti; e' un big energetico dopo il rinvenimento di corposi giacimenti di idrocarburi che rappresentano molto di piú dell'autosufficienza garantita per il suo futuro. La compagnia statale Petrobras ha battezzato una delle riserve (con 5 miliardi di barili) con il nome di Campo di Lula. E' l'omaggio di una nazione al presidente-operaio che lascia l'incarico con un incredibile 80% di accettazione.

Diplomazia del Cacao Meravigliao
Da Roma echeggiano stridule le minacce di boicottaggio del ministro della difesa per la vicenda della concessione dell'asilo politico ad un ex militante dell'estrema sinistra. La Presidente Dilma Rousseff fu imprigionata sulla base di leggi speciali e torturata durante tre anni dalla dittatura militare. Nel suo discorso ha detto "..non ho rancore, pero' ricordo coloro che scomparvero e non sono qui a celebrare con noi".
I post-fascisti, post-comunisti, post-cristiani e post-tutto gia' non ricordano quando il guardasigilli Palmiro Togliatti firmo' un'amnistia che permise la rimessa in liberta' di molti protagonisti della guerra civile. Era il 1948. In Sudamerica si e' compreso che i conflitti politici e sociali non si risolvono in sede giudiziaria. Tanto che il Brasile ed Uruguay sono guidati da due ex guerriglieri, e ci sono parecchi ministri in carica a sud del rio Bravo.

per chi voglia documentarsi, clicca qui IL CASO BATTISTI: TUTTI I DUBBI SUI PROCESSI E LE CONDANNE; ESPOSTI PUNTO PER PUNTO

5 comentarios:

Anónimo dijo...

Togliatti? Amnistia? 1948? Ma c'e' stato l'11 di settembre....

titus dijo...

C'e' stato pure il 12 settembre, l'Afganistan e l'Iraq e-per quel che riguarda l'Italia- l'8 settembre ed il 25 aprile, poi il 2 giugno ecc.
Nel 1948, tre anni dopo la fine del conflitto bellico e della guerra civile, il ministro P. Togliatti, segretario del Partito Comunista, firmo' l'amnistia che mise la parola fine su quelle tragiche vicende.

Uscirono di galera migliaia di persone accusate di reati che oggi sarebbero definiti "criminali di guerra". Tra questi anche Junio Valerio Borghese, capo della X MAS. Una quindicina d'anni dopo, costui fu protagonista di un colpo di Stato fallito.

Oggi, a TRENT'ANNI dagli eventi che contrapposero violentemente due parti dell'Italia, assistiamo ad uno stucchevole spettacolo di schizofrenico moralismo da parte della Palude di Montecitorio e immediati dintorni. Quel che negli anni 70 era correntemente denominata "lotta armata" é stato ribattezzato "terrorismo", tout court.

Si e' inscenato un masochistico schiamazzo diplomatico contro il Brasile, colpevole di concedere asilo ad un fuggiasco dell''estrema sinistra. Era un capo di Stato? O un generale a capo di qualche spezzone di servizi segreti permanenmente deviati? E' colpevole di qualcuna delle numerose stragi che avvengono puntualmente nei momenti di svolta in Italia?

No, era uno dei 3000 giovani che finirono incarcerati sulla base di leggi speciali, in base alle quali chi si macchio' di piu' delitti di sangue confessando, accuso' terzi, e recupero' la liberta'. Era l'emergenza.

30 anni DOPO,siamo arrivati a udire di rappresaglie commerciali, con il patetico La Russa che propone un AUTO-BOICOTTAGGIO all'Italia, che significherebbe la perdita di contratti per un ammontare da 3 a 5 miliardi di euro. Il trasversale rigorismo morale del cabaret-Montecitorio non sa piu' nemmeno far di conto?

No, con la accecante protervia abituale che lo caratterizza, sembra che non si diano conto che il Brasile puo' comprare altrove e prescindere dei buoni uffici dei La Russa e dei D'Alema. Puo' dirottare sulla Francia la lista delle commesse, visto che gia' gli venderanno una poraerei, aerei e tecnologia nucleare.

Nel fondo, l'arroganza bipartisan si basa su un radicato senso di superiorita' eurocentrica, di sprezzo contro il "terzo mondo", ben espresso quando la Palude ebbe a dire: "Brasile? Paese di ballerine con scarsa civilta' giuridica...".
Oltre la spocchia, si saranno accorti che -dopo l'11 settembre- c'e' ilmultipolarismo? E che il Brasile é una potenza emergente? Assieme alla Cina, India e Russia (BRIC)?

Anónimo dijo...

Stringi stringi: se un "pentito" accusa un potente, é sicuramente un mascalzone. In caso contrario, é un eore nazionale...

Anónimo dijo...

DIPLOMAZIA del CACAO MERAVIGLIAO

Patetici,ridicoli,sempre servili con i forti e arroganti coi deboli (o presunti tali). I protofascisti La Russa, Gasparri, Alemanno, il sionista camufatto Frattini, le sguaiate e invereconde anime belle del PD: quando farete il boicottaggio al Giappone?

Quando sbatterete i pugni sul tavolo dell'ambasciatore giapponese a Roma affinche' rispedisca in Italia Delfo Zorzi? I morti di Piazza della Loggia clamano giustizia. Questa mediocrita' fatta governo, e la sua evanescente ombra "oppositiva",non osa gridare come presuntuosi cafoni contro il Giappone!

Fanno teppismo diplomatico contro un grande Paese che ritengono erroneamente debole perche' e' del "terzo mondo". Hanno sbagliato i calcoli, hanno ancora in testa un film color seppia, ed il Cacao Meravigliao!. Otre che arroganza, protervia,disprezzo, esisbiscono tanta ignoranza che gli fuoriesce dai pori assieme alla bile impotente.
!IMPARARE A VIVERE (nel mondo multipolare)

Anónimo dijo...

Battisti, La Russa: o comércio com o Brasil em risco. Um ministro tão analfabeto política externa não deveria fazer tais declarações. É incrível que poderia ter sido escolhido para uma tarefa tão "como ministro da defesa delicada. O jardim de infância da política italiana e 'encarnado no PDL e aliados, repulsivo.

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