lunes, 27 de junio de 2011

Argentina: L'ex capo del FMI torna sul luogo del delitto

L'Islanda ha ottenuto un rimborso in 37 anni (anzichè 15), con un tasso del (3%) anzichè 5,5% ..dopo rivolta e referendum contro il governo piegato al FMI - Usurai dialogano solo quando il debitore "esce pazzo"
Tito Pulsinelli
In questi giorni, l'ex numero uno del Fondo Monetario Internazionale, dal 1987 a 2000, era in viaggio in Argentina. In un certo senso, Michel Camdessus è tornato sul luogo del delitto, a vedere se le macerie prodotte dalle sue decisioni fondamentaliste erano state rimosse o no. Il buon Michel, durante i lavori del XIV Incontro dell'Associazione Cristiana degli Industriali, ha avuto anche la delicatezza di dire queste parole: "Probabilmente ci furono molti errori, facemmo molte stupidate". Si riferira ai draconiani "aggiustamenti strutturali" che riuscì ad imporre al corrotto presidente Menem
ed al famigerato ministro Cavallo. Entrambi, stabilirino la parità cambiaria tra il peso e il dollaro, e dall'Argentina ci fu la più straordinaria fuga di capitali dei tempi moderni. Quali sono queste "stupidaggini"? (terminologia odierna del pio Michel Camdesuss).


Dal maggio 1991 ad ottobre del 2000, la disoccupazione aumentò dal 7% al 15%: 1 milione e 200mil persone  -su una popolazione di 40milioni- perse il lavoro. Soppressione di intere tratte della rete ferroviaria che buttò sul lastrico altre 200mila persone, con molti centri abitati tagliati fuori dalle comunicazioni ed isolati. Triplicato il debito estero: non esistono cifre ufficiali, le uniche sono quelle apportate dal FMI o banca privata internazionale. 
Il corollario umano della ricetta ("stupidaggini") imposta da Camdessus, valida in ogni luogo e spazio terracqueo, sono tanti paesi abbondanati, esodo verso le città, aumento della violenza e della criminalità, 40% dei lavoratori al "nero" (flessibilità), chiusura di scuole, scadimento dell'istruzione obbligatoria, privatizazione, saccheggio dei beni della nazione.


Fino a quando alla coppia Menem-Cavallo (insigniti di molti honoris causa da varie madrasse d'Economia in università liberiste internazionali), per raschiare il barile chiuse gli sportelli delle banche, per impedire il ritiro dei risparmi! 


Era il famoso "corralito": le élites avevano già espatriato i loro averi (in dolari!), e tentarono di impedire a classe media ed impiegati di recuperare i loro risparmi. Fu la scintilla che innescò la ribellione: fuga di 5 Presidenti, caduta in serie di governi, sospensione del pagamento del debito estero, FMI messo alla porta. Fu l'inizio della recuperazione, lenta,  costante. Gli usurai scendono a più miti consigli solo quando il debitore "esce pazzo", si ribella o smette di pagare. Si arrivò a rinegoziare la mole del debito, tipo di interesse e modalità di pagamento. FMI ed usura internazionale temono l'effetto contagioso su altri Paesi, per evitare fronti comuni e lasciare l'ordine sparso, preferiscono trattare, fare sconti. 


Lo dimostra recentemente l'Islanda: dopo il referendum con cui i cittadini bocciarono il pagamento del debito firmato dal governo, l'usura internazionale immediatamente propose un rimborso in 37 anni (anzichè 15) e una tassa di interesse del 3% (anzichè 5,5%). Il piccolo Ecuador guidato dal'economista Correa, non minacciò mai la sospensione del pagamento degli interessi, nè la moratoria, si limitò a decidere di sottoporre ad una revisione delle scritture contabili e dei contratti sottoscritti tra la banca privata internazionale ed i corrotti governanti ecuadoriani che l'avevano preceduto. Insomma, una espertizia con cui altri occhi ed altri mani intervenisero nella matassa volutamente complicata, quasi esoterica. Anche l'Ecuador potè imporsi a quanti tuonano che il "male minore" è che gli Stati paghino i fallimenti dei banchieri, e i cittadini si "rimbocchino le maniche".




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