lunes, 7 de abril de 2014

14 Paesi dei Caraibi: Europei schiavisti, annullateci il debito


Chiedono riparazioni al Regno Unito, Francia, Spagna, Portogallo, Olanda, Norvegia, Svezia e Danimarca

“Quando si affronta il problema del genocidio degli indigeni e degli schiavi africani, crediamo che la legge e i fatti sono a nostro favore” ha segnalato Ralph Gonsalves, primo ministro di San Vicente e Granadinas. Dalla tribuna dell'ultimo vertice dei paesi del CARICOM -formato da tutte le
nazioni caraibiche indipendenti, tranne Cuba e Repubblica Dominicana- è stato sollevato il problema delle conseguenze reali nel presente di questo flagello storico.

Il CARICOM esige scuse formali e indennizzazioni effettive ai Paesi europei che furono protagoniste della colonizzazione stratificata, prolungata, a titolo di riparazione parziale reale concreta, non solo simbolica. Il Regno Unito, Francia, Spagna, Portogallo, Olanda, Norvegia, Svezia e Danimarca, saranno chiamate a rispondere per le conseguenze presenti e gli effetti del colonialismo passato.

Il CARICOM darà una battaglia culturale per ristabilire la memoria storica che sfocerà nella richiesta formale di cancellare o condonare il debito esistente. Le politiche colonialiste lasciarono le “comunità negre e indigene nell'analfabetismo” fino agli anni 80 del secolo XX, quando le nazioni dei Caraibi conquistarono l'indipendenza, ma restarono escluse ed emarginate dallo sviluppo e dal progresso economico.
Il “piano d'Azione” elaborato prevede che questa situazione si può modificare se le exmetropoli europee riconoscessero che l'eredità del colonialismo rimane la causa primaria del sottosviluppo. E se collaborassero aiutando le autorità caraibiche a “pagare il debito nazionale e cancellando quello internazionale”.

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